La formazione in materia di sicurezza sul lavoro è uno degli obblighi più visibili, ma anche uno dei più fraintesi. Avere attestati non significa automaticamente avere persone preparate per il rischio che incontrano ogni giorno.
La domanda non è “abbiamo completato il corso?”. È “quel corso copre davvero mansione, rischio e comportamento atteso?”.
Il D.Lgs. 81/08 richiede informazione, formazione e addestramento adeguati. L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, ha aggiornato il quadro dei percorsi.
Formazione lavoratori
- Formazione generale: 4 ore (uguale per tutti)
- Formazione specifica: 4h (rischio basso), 8h (medio), 12h (alto)
- Il livello di rischio va letto rispetto al settore e alle attività svolte
- Aggiornamento obbligatorio ogni 5 anni (minimo 6 ore)
La formazione va ripresa quando entrano nuove mansioni, attrezzature, sostanze, procedure o condizioni che cambiano il rischio.
Formazione preposti
Il preposto è una figura decisiva perché sta vicino al lavoro reale. L’Accordo 2025 prevede un percorso più robusto e un aggiornamento periodico più ravvicinato rispetto al passato.
- Soggetti del sistema di prevenzione e relazioni
- Definizione e individuazione dei fattori di rischio
- Incidenti e infortuni mancati
- Tecniche di comunicazione e sensibilizzazione
Per i preposti il riferimento 2025 porta l’aggiornamento a cadenza biennale, con attenzione alla verifica dell’efficacia.
Formazione dirigenti
La formazione dei dirigenti deve aiutare a gestire deleghe, organizzazione, controlli e decisioni. Non è un corso “di contorno”: riguarda il modo in cui la sicurezza entra nella gestione aziendale.
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Formazione RSPP
RSPP e ASPP hanno percorsi specifici, con moduli e aggiornamenti legati al ruolo e al settore. Qui conviene evitare scorciatoie: attestati, aggiornamenti e requisiti devono essere verificati prima della nomina o del rinnovo dell’incarico.
Formazione attrezzature specifiche
Alcune attrezzature richiedono abilitazione specifica. L’elenco e le modalità vanno verificati nel quadro normativo applicabile, soprattutto quando cambiano macchine, mansioni o fornitori.
- PLE, gru a torre e mobili, carrelli elevatori
- Escavatori, pale caricatrici, terne
- Autoribaltabili, pompe per calcestruzzo, trattori agricoli
Il punto operativo è semplice: se una persona usa un’attrezzatura o una procedura critica, serve anche una prova dell’addestramento e della capacità di usarla in sicurezza.
Novità dell’Accordo 2025
- Quadro più unitario dei percorsi formativi
- Maggiore attenzione a verifica finale e verifica di efficacia
- Aggiornamento biennale per i preposti
- Indicazioni più puntuali su soggetti formatori e modalità erogative
Gestione della formazione come sistema
Il piano formativo non dovrebbe essere un calendario separato. Deve nascere dal DVR e aggiornarsi quando cambiano persone, mansioni, attrezzature, rischi o appalti.
ISIMPRESA aiuta a leggere la formazione come parte del sistema: chi deve essere formato, su quali rischi, con quale priorità e con quale evidenza.